Salvagnini > FlexCell integra tre macchine intelligenti secondo il modello Industria 4.0

Italia, Sarego – Evoluzione del sistema produttivo: efficienza maggiore secondo le esigenze del mercato

 

 

 

Industria 4.0, modello produttivo che ottimizza la produzione intelligente dell’industria

È stato il modello produttivo di Industria 4.0 il terreno di confronto fra i costruttori di macchine utensili all’EuroBLECH 2016. Salvagnini presenta quindi una gamma completa soluzioni pronte a raccogliere questo tipo di sfida in cui spicca la cella automatica FlexCell. Un FMC realmente smart e flessibile, reso tale dall’integrazione di tre macchine intelligenti e aggiornate nell’ottica della fabbrica digitale con tutti gli automatismi del caso e dal software di integrazione OPS-FlexCell che ne ottimizza il funzionamento.

Nella concezione Salvagnini di Industria 4.0 il punto nodale non è come far parlare fra loro le macchine. La strada intrapresa dall’azienda è stata quella di definire i contenuti della comunicazione e di utilizzare i dati, per rendere i sistemi facili all’uso, produttivi, efficienti, adattativi, per offrire soluzioni automatiche e flessibili, capaci, cioè, di rispondere contemporaneamente alle esigenze di mercato e di evolvere con il business del cliente.
In quest’ottica, il grosso lavoro di sviluppo degli ultimi anni per rendere le soluzioni adatte e pronte alle nuove sfide della manifattura, ha portato l’azienda ad interessarsi sempre più verso i temi della digitalizzazione di fabbrica, mirata non solo alla produttività ma anche all’estensione dell’applicabilità e soprattutto alla facilità di uso, produzione, programmazione e manutenzione.

 

 

 

La cella intelligente dai nuovi orizzonti applicativi

È bene che le macchine comunichino fra loro, ma occorre che queste siano soprattutto intelligenti in ogni loro aspetto, dalla fase di settaggio, alla gestione real time delle fasi di esecuzione della piega o del taglio. Questo è il concetto di Industria 4.0 intrapreso da Salvagnini. Parliamo quindi di macchine adattative per il processo produttivo per cui sono studiate, capaci di esaltare le possibilità della comunicazione digitale di oggi, sia impiegate singolarmente, sia integrate in una logica di flusso produttivo come quello espresso dalla cella FlexCell riproposta anche durante l’edizione 2016 della EuroBLECH di Hannover.

Mostrata in anteprima alla edizione 2014, ora FlexCell si è arricchita dell’esperienza applicativa maturata in questi 2 anni, che le ha permesso di evolversi sempre di più relativamente a fruibilità e semplicità d’uso. Il successo che sta avendo FlexCell sul mercato è da ricercare nella sempre maggiore attenzione dei clienti al processo. Anche nel caso di macchine stand alone, aumenta in generale la necessità di gestire al meglio i flussi fra macchine flessibili che lavorano lotti di dimensione sempre inferiore, per non dire unitaria, con WIP quasi annullati.

 

 

 

Integrazione del sistema di taglio laser L5, la pannellatrice P2lean e la pressa piegatrice B3 ATA

Rispetto a due anni fa, nel caso specifico, la cella presentata integra un sistema di taglio laser L5, una pannellatrice P2lean e una pressa piegatrice B3 ATA. Tre macchine smart, ormai aggiornate nell’ottica della fabbrica digitale con tutti gli automatismi del caso, la cui capacità di allestirsi in automatico per la lavorazione e di leggere ed eventualmente correggere, in tempo reale, la variabilità generata sia da fattori tecnici (caratteristiche del materiale) che produttivi (sequenza di flussi), unita al software di integrazione OPS-FlexCell che controlla e gestisce l’intero processo consentirà di esaltare l’efficienza e la facilità intrinseca di questo FMC.
“Il concetto è quello di avere un sistema che permette di ampliare la fattibilità di ciò che si riesce a produrre, combinando assieme un laser di taglio, una pannellatrice e una pressa piegatrice, andando però oltre la classica organizzazione produttiva per celle che tipicamente risulta essere piuttosto rigida” spiega Tommaso Bonuzzi, Direttore Marketing Salvagnini.
“Generalmente, infatti, le celle sono dedicate in funzione del prodotto che devono fare, per poter garantire un certo tasso di efficienza. Nel caso di FlexCell, invece, Salvagnini ha fatto della flessibilità il punto chiave, offrendo una cella innovativa fatta di macchine intelligenti e versatili capaci di produrre in modo efficiente anche una sequenza di pezzi unici, diversi uno dall’altro. Ciò amplia così orizzonti applicativi di questa cella il cui sistema di gestione aiuta a massimizzarne l’efficienza anche grazie alla semplicità d’uso”.

 

 

 

FlexCell: la flessibilità è totale

Salvagnini ha dimostrato in Germania le potenzialità della cella FlexCell attraverso un fitto programma di demo interattive quotidiane che prevedeva il coinvolgimento diretto dei visitatori cui saranno lasciate le chiavi di comando. Potranno, infatti, decidere su cosa e come testare la FlexCell e toccare così con mano l’enorme potenzialità di questa soluzione. Sarà quindi possibile ottimizzare i flussi del materiale, grazie allo scambio di informazioni che consentirà di richiedere le parti prodotte dal sistema laser L5 posto a monte, eventualmente adattandone la sequenza in base a criteri stabiliti.
Nel caso specifico, il criterio scelto prevede l’impilamento intelligente dei pezzi organizzati per kit. Ogni pila sarà quindi formata da semilavorati tagliati che appartengono a uno stesso kit di prodotto che, a valle, saranno finiti dalla P2Lean o dalla B3 ATA, oppure, addirittura, da entrambe le macchine. Quel kit impilato sarà quindi portato nella parte di piegatura della FlexCell e processato dalle macchine più indicate.
“Il cliente potrà scegliere a video il prodotto da realizzare e il software OPS-FlexCell gestendo l’informazione di ritorno dal laser in merito al posizionamento dei pezzi occorrenti per quel dato kit, trasmette il dato alle macchine a valle che si predisporranno di conseguenza in completa autonomia” spiega ancora Bonuzzi. “È a questo punto che la FlexCell comincia a ottimizzare poiché sa come sono state impilate le parti (avendo ricevuto l’informativa dal laser) e automaticamente decide la sequenza esecutiva in funzione dell’ottimizzazione delle macchine o di come sono impilate nella pila”.
“Qui la flessibilità è massima” afferma Bonuzzi che poi prosegue: “è possibile ottimizzare il ciclo in funzione di come si è impilato a monte, o di come vengono chieste a valle le parti per assemblare i prodotti complessivi, oppure, ancora, in base alle macchine e alla loro sequenza di impiego più logica per realizzare quel dato particolare. Ad Hannover faremo vedere questo interagendo real time con le scelte dei visitatori presenti che ne vorranno testare le funzionalità, certi del risultato. Il segreto? Avere macchine intelligenti che si parlano perfettamente e sono capaci di allestirsi da sole, in breve tempo, per lo più mascherato”.

 

 

 

Maggiori informazioni:
http://www.salvagnini.it/

 

 

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