Salvagnini > Intelligenti e adattative: le soluzioni per la Fabbrica 4.0

Italia, Milano – Macchine sempre più intelligenti e controllabili, connesse tra loro e con il mondo esterno

 

Salvagnini si presenta al grande evento Lamiera 2017 a Milano con una gamma di soluzioni pronte a raccogliere e risolvere le sfide lanciate da questa nuova rivoluzione industriale. Con la trasformazione digitale delle imprese e l’affermazione nelle fabbriche delle tecnologie informatiche, la lavorazione della lamiera è di diritto Fabbrica 4.0.
Questo processo, che fa parlare di rivoluzione più che di evoluzione, impone la realizzazione di macchine sempre più intelligenti e controllabili, connesse tra di loro e con il mondo esterno, semplici ed intuitive sia nell’uso che nella manutenzione. Macchine che integrano servizi intelligenti alle loro funzioni tecnologiche, per offrire alle imprese un reale vantaggio competitivo. Una visione del futuro produttivo a cui Salvagnini orienta la propria ricerca già a partire dagli anni ’80, quando intuisce gli enormi sviluppi aperti dalla connettività tra macchine e immagina la fattibilità di una fabbrica automatica funzionante a luci spente, di fatto fornita per la prima volta nel 1984.

 

Trasformazione dei dati in informazioni strategiche

Oggi l’Internet delle Cose, con una logica che unisce produzione tradizionale e il supporto di oggetti che portano dati e intelligenza, consente di trasformare i dati raccolti dall’intero contesto produttivo in informazioni strategiche che alimentano l’evoluzione stessa dei prodotti. Non solo: il monitoraggio dei parametri di funzionamento consente di ottimizzare la manutenzione con interventi che limitano il rischio di fermo macchina a tutto vantaggio della produttività. E con lo sviluppo di modelli predittivi la possibilità di un servizio, non solo reattivo ma realmente proattivo, è ormai il prossimo, vicinissimo, passo.
A Milano, Salvagnini torna all’attualità di questi temi confermando il suo spirito innovatore e il suo ruolo chiave nello sviluppo della macchina utensile per lamiera, presentando la propria, originale, visione di Smart Manufacturing, ovvero esponendo una piccola smart factory, in cui i singoli sistemi dialogano fra di loro ed un software di supervisione gestisce ed ottimizza la produzione in funzione degli ordini da evadere.

 

Rilevare, elaborare, gestire e correggere i dati acquisiti

A contraddistinguere la concezione di Industria 4.0 espressa da Salvagnini non è solo la connessione tra macchine, tecnologia nativa in ogni soluzione Salvagnini, ma l’utilizzo dei dati raccolti per rendere i sistemi facili all’uso, produttivi, adattativi, capaci di rispondere alle esigenze di mercato e di evolvere con il business del cliente. In quest’ottica ogni singolo sistema dev’essere in grado di rilevare, elaborare, gestire e correggere la mole di dati acquisita per reagire agli input in tempo reale, diventando cosi intrinsecamente intelligente.
“A cosa serve l’autodiagnosi di una macchina se questa non è poi in grado di correggere gli errori rilevati? Quale il vantaggio se è l’uomo a dover intervenire manualmente su ogni macchina? – osserva Tommaso Bonuzzi, Direttore Marketing Salvagnini – Il fatto che le macchine comunichino fra loro è solo il punto di partenza: occorre che queste siano intelligenti in ogni loro aspetto, dalla fase di settaggio, alla gestione real time delle fasi di esecuzione della piega o del taglio.”

 

FlexCell e OPS: ottimizzazione ed efficienza di processo

Parlare di Industria 4.0 significa, quindi, parlare di macchine adattative, sia impiegate singolarmente sia integrate in una logica di flusso produttivo come quello raffigurato dalla cella FlexCell che sarà proposta ai numerosi operatori internazionali presenti a Milano in occasione di Lamiera 2017.
Sul mercato da poco più di due anni, forte della crescente attenzione riservata dai clienti all’efficienza e all’automazione di processo, FlexCell si presenta ulteriormente evoluta nella fruibilità e semplicità d’uso.
La cella presentata a Milano, il cuore pulsante della fabbrica intelligente esposta in fiera, integra un sistema di taglio laser L3, una pannellatrice P1 e una pressa piegatrice di piccole dimensioni B3 60/2000, unite da un software di integrazione dedicato OPS-FlexCell che controlla e gestisce l’intero processo. Tre macchine smart, adeguate al concetto di fabbrica digitale, capaci di allestirsi in automatico, di leggere/correggere, in tempo reale, la variabilità generata dalle caratteristiche del materiale e di bilanciarsi in base alla sequenza dei flussi produttivi.
La simulazione smart factory è comandata dal software OPS-FlexCell. Il visitatore inserisce l’ordine su alcuni prodotti campione ed il software OPS-FlexCell gestisce la richiesta verificando gli stock, assegnando alle macchine le parti da produrre, ottimizzando il flusso, trasferendo le informazioni da una macchina all’altra, e guidando l’operatore nella sequenzialità delle attività da compiere, per ridurre al massimo errori e sprechi.
“In questo modo si massimizza l’efficienza pur con la massima flessibilità,” afferma Bonuzzi che prosegue: “è possibile gestire le richieste degli ordini dei prodotti, lavorando in pull, livellando i carichi fra le macchine, ottimizzando la sequenza di produzione, pur mantenendo la flessibilità di realizzare una parte diversa dall’altra: obiettivi spesso in antitesi fra loro possono così essere raggiunti contemporaneamente. Nel corso delle quattro giornate di Lamiera, dimostreremo le potenzialità della cella FlexCell e del software di gestione OPS, attraverso un fitto programma di demo, interagendo real time con le scelte dei visitatori.”

 

P1: la pannellatrice compatta nelle dimensioni, evoluta nell’intelligenza

Nata come modello entry level della gamma, la pannellatrice compatta P1 si presenta a Lamiera 2017 pronta alle sfide della digitalizzazione.
Al pari dei modelli più grandi, P1 è ora dotata di premilamiera automatico ABA, soluzione ideale per la produzione a kit, e di lame ausiliarie negative CLAN che aumentano la già estesa versatilità della macchina, in grado di lavorare in sequenza parti diverse.
Uno degli aspetti più apprezzati da chi sta utilizzando P1 nella pratica produttiva quotidiana è la possibilità di rientrare velocemente dall’investimento: un vantaggio che deriva non solo dal costo iniziale contenuto, ma anche dal costo operatore che, liberato dalla manipolazione del pezzo, completamente automatica, può ottimizzare il proprio tempo in altre operazioni.
Altri due dati rendono la soluzione P1 attraente e competitiva in diversi ambiti produttivi, ad esempio nel settore del catering e del mobile metallico: lo spessore minimo lavorabile pari a 0,4 mm (massimo 1,6 mm) che la P1 riesce a manipolare in modo stabile ed efficiente ed il fatto che, con i suoi 1.250 mm di lunghezza di piega massima, la P1 copre il 70% circa dei pannelli potenzialmente realizzabili con una pannellatrice da 2,5 m di lunghezza di piega. Percentuale che rende P1 particolarmente interessante per tutti i produttori e terzisti che realizzano numerosi elementi inferiori al metro.
Sottolinea infine Bonuzzi “P1 integra la tecnologia adattativa MAC2.0 che calcola e compensa automaticamente il ritorno elastico, rendendo di fatto P1 indipendente dalla qualità dello stesso materiale. Tutto ciò a vantaggio di una drastica riduzione dei possibili errori e degli scarti di lavorazione, anche in presenza di lotti di produzione di quantità limitata.”

Presso piegatrice B3.ATA: pronta per il futuro

Oltre alla pressopiega di piccola taglia, da 60 tonnellate e due metri di lunghezza, integrata nella configurazione FlexCell, Salvagnini espone in anteprima mondiale una pressa piegatrice B3.ATA dotata di allestitori automatici utensili superiori ed inferiori e di numerosi automatismi che la rendono adattativa e totalmente autonoma, nell’ottica di un’ottimale efficienza di processo e allineata al concetto Salvagnini di Industria 4.0.
B3.ATA è di per sé una presso piega 4.0, predisposta per una completa connessione con il sistema produttivo in cui è inserita e al tempo stesso monitorabile in maniera remota, ad esempio dal proprio smartphone.
Oltre che 4.0, altre tre definizioni contraddistinguono l’operatività di B3.ATA: si tratta infatti di una macchina KinEtic ad azionamento ibrido e dai consumi particolarmente ridotti, kitable in quanto predisposta alla produzione a kit grazie al sistema di allestimento flessibile ATA sia degli utensili superiori sia, in novità mondiale, degli utensili inferiori; ed infine ready perché pronta a lavorare qualunque materiale di qualsiasi spessore senza che l’operatore debba intervenire nella sua regolazione, grazie al MAC2.0 che rende la macchina adattativa.
Nel dettaglio l’evoluzione del dispositivo ATA permette di cambiare e regolare in automatico la lunghezza dell’utensile in un tempo breve (circa 5 secondi) consentendo la produzione a kit anche in pressopiega.
A straordinarie performance di precisione e ripetibilità contribuiscono infine il sistema di misurazione dell’angolo AMS (che impiega un sistema laser ottico per misurazioni ancor più precise) e il cosiddetto sistema SCrowning che regola e compensa, real time, il valore di centinatura della pressa piegatrice in base al comportamento reale del materiale. Il primo permette di portare la piega all’angolo corretto, il secondo di mantenere tale angolo per tutta la lunghezza di piega.
“Anche la pressopiega B3.ATA è dotata di tecnologia adattativa MAC2.0” prosegue Bonuzzi“ grazie all’SCrowning e al nuovissimo TFC, il controllo in circuito chiuso delle deflessioni della struttura che garantisce consistenza di piega lungo tutta la lunghezza.”

 

L3 con sorgente da 6 kW per la massima versatilità

Il laser L3 esposto a Milano monta una sorgente elettronica da 6 kW che ne esalta le prestazioni e la produttività. Caratteristiche, queste, sempre apprezzate da mercato, che si sommano ora alle nuove necessità richieste dai dettami di Industria 4.0 e che L3 implementa nativamente: la connettività, la facilità d’uso e l’adattabilità.
Grazie al software OPS-FlexCell il laser funzionerà infatti anche in modalità cella intelligente, proponendo ai sistemi di piegatura a valle, una serie sequenziale di pezzi che piegati in modo ottimizzato bilanciano il flusso, le scorte di magazzino e i tempi di piegatura.
Oltre alla sorgente da 6 kW il laser L3 monta un sistema di cambio pallet Salvagnini, completamente elettrico, che muove il foglio da lavorare sempre nella parte superiore, a vantaggio della massima affidabilità nelle lavorazioni non presidiate. Inoltre il laser è dotato di testa Dry Cooling, che non richiede alcun gas o acqua per il raffreddamento della testa.
“Proseguendo nell’ottica 4.0” – prosegue Bonuzzi – “la macchina oggi è capace di accorgersi quando non sta più tagliando correttamente, fermare rapidamente il taglio per correggerne i parametri e riprendere a lavorare da dove aveva interrotto, riuscendo a recuperare anche quel pezzo che altrimenti sarebbe andato perso. In pratica, si ferma e riprende a tagliare esattamente dal punto in cui si era fermata con dei parametri ottimizzati. Qualora la stessa problematica di taglio dovesse verificarsi per altre due volte, il sistema L3 è in grado di decidere in autonomia di assumere i parametri ottimizzati come nuovo standard di taglio per completare il ciclo nella maniera ottimale. APC (Adaptive Process Control) è quindi una vera e propria gestione intelligente del processo che si aggiunge alle funzionalità già presenti per migliorare lo sfondamento iniziale sul taglio di spessori medio elevati e l’utilizzo del materiale. Riuscendo a effettuare sfondamenti più precisi e piccoli, infatti, si possono posizionare più vicini ai bordi di taglio.”

 

Quattro giorni dedicati all’Industria 4.0

A Milano i visitatori potranno verificare nella pratica come i concetti di Internet delle Cose e di Smart Manufacturing trovino applicazione concreta nelle tecnologie, nelle macchine e nelle soluzioni modulari che Salvagnini dedica allo sviluppo della fabbrica digitale e che si traducono in immediati vantaggi in termini di facilità d’uso, produttività, reattività e ritorno dell’investimento.

Maggiori informazioni: Salvagnini

 

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