Salvagnini > Pressa piegatrice B3.ATA secondo il concetto Industria 4.0

Italia, Sarego – Miglioramento dell’integrazione al mondo produttivo

 

 

 

b3-ata-pressa-piegatrice_salvagnini-lowPressa piegatrice B3.ATA, soluzione vincente, affidabile e smart

Al pari del sistema laser L5 e della pannellatrice P2 Lean con cui è integrata nella cella FlexCell, anche la pressa piegatrice B3.ATA in mostra a EuroBLECH 2016 è ormai dotata di numerosi automatismi che la rendono adattativa e rispondente ai diversi materiali, prodotti e totalmente autonoma nel suo funzionamento così come previsto dal concetto Salvagnini di Industria 4.0.

Al suo lancio nel mercato fu definita come una pressa piegatrice rivoluzionaria.  Il successo che è seguito l’ha in parte confermato. Oggi, a due anni di distanza, la presso piega B3.ATA, integrata nell’FMC FlexCell, sancisce in modo inequivocabile il suo essere una soluzione vincente, affidabile e allineata con i dettami del modello di smart manufacturing e di fabbrica digitale.

 

 

 

Auto adattiva e autonoma nel funzionamento

B3.ATA è ormai anch’essa dotata di numerosi automatismi che la rendono totalmente auto adattativa e autonoma nel suo funzionamento così come previsto dal concetto Salvagnini di Industria 4.0.
“Vi chiederete quindi cosa abbiamo fatto sulla nuova B3.ATA” esordisce Nicola Vanzo, Product Manager in Salvagnini. “Innanzitutto, è stato migliorato tutto ciò che si lega alla sua interconnessione e integrazione al mondo produttivo, nell’ottica di un’ottimale efficienza di processo e in previsione di “Industria 4.0”. Non ci siamo quindi occupati solamente della parte hardware della macchina, sollevando l’operatore dalle mansioni tipiche dell’attrezzaggio macchina grazie al sistema ATA, ma abbiamo agito anche sulla parte software legata alla gestione complessiva dell’impianto e delle sue caratteristiche. Abbiamo poi integrato B3.ATA nella cella FlexCell poiché le sue caratteristiche esaltano e massimizzano il concetto di cella flessibile di produzione: B3.ATA è infatti presente in molte delle installazioni FlexCell perché permette ai clienti di associare la pressa piegatrice alla pannellatrice, allineandole a livello di flessibilità per eseguire produzioni a lotto unitario.”

 

 
I tempi di riattrezzaggio sono stati dimezzati
La pressa piegatrice B3.ATA integrata nella FlexCell è basata su quattro concetti fondamentali. Innanzitutto è una macchina “Kinetica” essendo ad azionamento completamente elettrico e quindi caratterizzata da consumi decisamente bassi e, di conseguenza, da costi di impiego minimi.
B3.ATA è poi, come detto, una presso piega 4.0 predisposta a una completa connessione con il sistema produttivo che la circonda in piena filosofia FlexCell, ma anche al di fuori dell’azienda: è per esempio monitorabile in maniera remota dal proprio smartphone.

 

 

 

Predisposta per la produzione per kit, integrata in un FMC o stand alone
Dal punto di vista operativo, la B3.ATA è anche “Kitable”, riferendosi alla sua predisposizione a gestire produzioni per kit, sia se integrata in un FMC, sia stand alone, grazie al sistema di allestimento flessibile degli utensili ATA con cui è in grado di settarsi e adattarsi alla parte da produrre. Ricordiamo, infatti, che il dispositivo ATA, acronimo di Automatic Tool Adjuster permette di cambiare e regolare in automatico la lunghezza dell’utensile superiore recuperando tempi e di conseguenza efficienza produttiva nel caso della piegatura di lotti unitari o di pezzi parametrici. Praticamente in tempo mascherato, setta in automatico la lunghezza del pacchetto utensili e la larghezza della cava a “V” variabile.
Rispetto alla versione precedente, anche il dispositivo ATA è stato migliorato: mentre prima il cambio utensili avveniva in circa 10 sec (anche se buona parte di questi erano mascherati dalle attività di deposito e prelievo del pezzo successivo da parte del piegatore), oggi questo tempo è stato dimezzato al punto che può diventare addirittura conveniente riattrezzare la macchina a ogni piega.

 

 

 

Riattrezzo automatico in modo rapidissimo

“Ciò significa che dovendo realizzare un pezzo con diverse pieghe differenti, è possibile evitare di montare in macchina più allestimenti diversi in contemporanea e averne uno che, di volta in volta, si riattrezza in automatico in modo rapidissimo” spiega ancora Vanzo. “Siamo arrivati ad avere un tempo ciclo di cambio allestimento praticamente pari al tempo che l’operatore impiega per passare da una stazione di piega all’altro montate in macchina. È quindi più conveniente stare fermi e aspettare quel secondo in più piuttosto che spostarsi davanti alla macchina trascinando il pezzo da una stazione all’altra”.
“Ciò è stato raggiunto grazie all’ottimizzazione della ciclica della macchina ma anche alla modifica effettuata sul sistema di bloccaggio degli utensili reso più funzionale e pratico proprio nell’ottica del concetto Kitable! Abbiamo di fatto dimezzato i tempi di riattrezzaggio”.

 

 
È una presso piega Ready
La predisposizione a essere inserita e contestualizzata in un sistema produttivo che lavora one piece flow è quindi una caratteristica costruttiva fondamentale per questa moderna pressa piegatrice B3.ATA che oggi può contare anche sul valido contributo del nuovo software dedicato OptiPress. Ricevendo una lista di produzione, questo è in grado di aiutare l’operatore a capire qual è la sequenza più opportuna per quella produzione.
In quest’ottica, la B3.ATA è anche una macchina che in Salvagnini considerano Ready, in altre parole sempre pronta a lavorare qualunque materiale di qualsiasi spessore senza dover essere regolata dall’uomo per processarlo. Deve essere in grado di adattarsi alla produzione, sia qualora venga richiesto un pezzo diverso dall’altro, sia che debba realizzare lotti produttivi più cospicui.
“La macchina è sempre pronta a produrre quello che serve, quando occorre, a prescindere dalle condizioni esterne; questo è il risultato di un mix di tecnologie adottate per questa presso piega” racconta Vanzo che prosegue: “La macchina è capace di misurare le sue deformazioni in tempo reale e di adeguarsi di conseguenza, nonché di misurare e riconoscere la lamiera durante la piega per regolarsi in ciclo, tutto ciò abbinato a una precisione di piega molto elevata”.

 

 

 

Elevati livelli di precisione e ripetibilità grazie al sistema di misurazione dell’angono AMS

A raggiungere elevati livelli di precisione e ripetibilità contribuiscono infatti il sistema di misurazione dellʼangolo AMS (Angle Measurement System) e il cosiddetto sistema SCrowning. Il primo permette di portare la piega all’angolo corretto, il secondo di mantenere tale angolo per tutta la lunghezza di piega.
Il sistema di controllo dell’angolo AMS impiega un sistema laser ottico per ottenere misurazioni precise anche in presenza di fori e cavità ed è in grado di calcolare il ritorno elastico, a prescindere dai parametri del materiale inseriti nel programma macchina, e di calcolare l’angolo effettivamente ottenuto al termine della piegatura. La potenza del controllo proprietario SiX, grazie alle misurazioni in controllo in retroazione ad anello chiuso, consente di raggiungere velocità di esecuzioni e precisioni elevate.

 

 

 

Imprecisioni di piegatura sono controllati e gestiti in ciclo

Eventuali altri inconvenienti legati alle variazioni del materiale vengono poi corretti in ciclo: le imprecisioni in piegatura dovute alle variazioni nello spessore o le alterazioni del raggio di piegatura dovute alla direzione di laminazione, sono controllati e gestiti in ciclo. Il controllo SiX Salvagnini e AMS misurano, infatti, lo spessore effettivo del materiale, nel momento stesso in cui il punzone si appoggia alla lamiera, e gestiscono i movimenti della pressa con un sistema a controllo chiuso, utilizzando un database di valori di ritorno elastico e spessore. In tal modo non è più necessario pre-piegare, misurare l’angolo e quindi procedere nuovamente alla piegatura, ma automaticamente il sistema sovrapiega fino a un angolo tale per cui la lamiera, dopo il ritorno elastico, si deforma secondo lʼangolo desiderato e per tutta la lunghezza di piega.
Il sistema SCrowning, invece, regola e compensa, real time, il valore di centinatura della pressa piegatrice in base al comportamento reale del materiale in piega in macchina facendo un confronto con quanto previsto teoricamente. Misurando in tempo reale la deformazione del pezzo sulle due direttrici ed adattandosi alla reali condizioni di piega, la macchina è capace di capire se sta piegando bene o male e per tutta la lunghezza di piega e di reagire di conseguenza.
“Supponiamo la deformazione teorica in base al materiale da piegare e rileviamo, grazie a sensori montati sulla struttura, l’effettiva deformazione delle macchina, effettuiamo un confronto e andiamo a correggere e compensare in tempo reale tale deformazione al fine di ottenere un angolo di piega costante su tutta la lunghezza, fin dal primo pezzo” spiega nuovamente Vanzo.

 

 

 

Maggiori informazioni:
http://www.salvagninigroup.com

 

 

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